TrishaBAGA
TIME MACHINE
Gió Marconi, Milan
07.10.–20.12.2022
IT Trisha Baga
TIME MACHINE 
Inaugurazione: venerdì 7 ottobre 2022
8 ottobre – 20 dicembre 2022
martedì – sabato; 11-18
Gió Marconi, Via Tadino 20, Milano



Gió Marconi è lieto di annunciare TIME MACHINE, la seconda personale in galleria dell’artista americana Trisha Baga.

In occasione della mostra, Baga si concentra principalmente sulla pratica pittorica.

Conosciuta soprattutto per le sue video installazioni immersive, performance e ceramiche, Baga ha costruito la sua reputazione attorno alle opere che mettono alla prova i confini tra il mondo digitale e quello reale e che esplorano temi relativi alla cultura pop, all’identità di genere, alla politica e alle questioni ambientali, coinvolgendo lo spettatore con la loro atmosfera sognante e altamente poetica. Quello di Baga è un approccio tortuoso alla narrazione. I suoi video sono multistrato, simili a collage ed esenti da una struttura lineare. Il loro stile generale ricorda la navigazione online poiché le narrazioni esplicite tendono a essere per lo più rifiutate e vengono invece sostituite da sequenze di immagini slegate.

Parallelamente alla sua produzione video, Baga ha sempre avuto un interesse particolare per la ceramica, per la malleabilità del materiale argilloso e per la stessa produzione della ceramica. Questo interesse deriva dal suo coinvolgimento con il club della ceramica, una formazione libera di artisti di New York che si incontrano regolarmente alla Greenwich House Pottery nel West Village. I suoi soggetti principali nella pratica della ceramica includono oggetti funzionali quotidiani come computer, bollitori per il tè, macchine fotografiche, tazze da caffè o cornici. Tuttavia è ugualmente incuriosita dai ritratti di animali più svariati e fantasiosi, tra cui i più conosciuti sono i ritratti dei barboncini a forma triangolare con una fiamma sulla testa in stile punk.

Come per la maggior parte dei precedenti lavori di Baga, anche la sua recente attenzione alla pittura è nata da una collaborazione. Nel 2020, Baga ha fondato il club di pittura P-Lub con il collega artista Lu Zhang e il curatore Herb Tam. Durante il primo anno della pandemia, il trio ha creato settimanalmente un dipinto collaborativo e annunciato un episodio di Virtual Studio Visit Loop, una serie di conversazioni tra lavoratori nel settore culturale e artisti asiatici americani che hanno riflettuto sulle loro esperienze lavorative e di vita durante la pandemia. Questa collaborazione ha spinto l'artista a interessarsi maggiormente al processo pittorico e a dedicarsi più approfonditamente a questo nuovo mezzo.

In galleria sarà esposto un nuovo gruppo di dipinti in dialogo con un nucleo di orologi in ceramica. I dipinti fanno parte di una nuova serie in cui Baga si concentra principalmente sul desktop del computer e sulle immagini dello screensaver. Da quando è iniziata la pandemia e le persone hanno trascorso una quantità eccessiva di tempo davanti agli schermi dei loro computer, Baga è stata incuriosita dai paesaggi colorati, molte volte esotici e lussureggianti che fungono da salvaschermo e che spesso non potrebbero essere più lontani dal mondo reale: catene montuose incontaminate e innevate sotto cieli soleggiati, paesaggi rurali selvaggi o regali iceberg artici portano un mondo ideale e sublime nella casa dello spettatore e sugli schermi dei loro computer.
Il primo strato dei dipinti di Baga consiste nella rappresentazione di questa natura sublime che l'artista poi sovrappone con un altro strato di riflessi proveniente dal mondo reale – che si tratti del riflesso dello schermo di un cellulare o di un cursore, della finestra di un appartamento, di una pianta casalinga o un orologio: in uno dei dipinti, iceberg incontaminati in blu e rosso galleggiano sotto i vari riflessi delle robuste lampade da soffitto Costco. I dipinti evidenziano la giustapposizione, da un lato, di una natura sublime e un mondo naturale ideale e, dall’altro, di interni comuni e del proprio ordinario mondo reale. Nel nuovo corpus di opere di Baga, il mondo analogico interferisce con il mondo digitale ed entrambe le sfere si fondono tra loro.  



Trisha Baga (1985, Venice, FL) è un’artista filippino-americana che vive e lavora a New York City. I suoi lavori sono stati oggetto di mosrte personali presso: Pirelli HangarBicocca, Milano (2020); Fridericianum, Kassel (2020); TPW, Toronto (2018); CCC, Carpenter Center for the Visual Arts, Harvard College, Cambridge (2017); Zabludowicz Collection, Londra (2014); Whitney Museum of American Art, New York (2012); Kunstverein München, Monaco (2012).
Ha partecipato a mostre collettive presso: ARoS Aarhus Art Museum, Aarhus (2022); Gesellschaft für Moderne Kunst am Museum Ludwig, Cologne (2021); Asian Film Archive, Singapore (2021); CAC Cincinnati (2021); Hamburger Bahnhof, Berlino (2020); Folkwang Museum, Essen (2016); Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco (2019); Kunsthalle Wien, Vienna (2019); LACMA, Los Angeles (2018); Whitney Museum of American Art, New York (2016); Centre d’Art Contemporain, Ginevra (2016); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2015); European Biennial of Contemporary Art, Zurigo (2016); Julia Stoschek Collection at ZKM, Karlsruhe (2014).
Le opere di Trisha Baga fanno parte delle collezioni di: Whitney Museum of American Art, New York; Hessel Museum of Art, Annandale-on-Hudson, New York; Moderna Museet, Stoccolma; Astrup Fearnley Museum, Oslo; Museum Ludwig, Cologna; Museum MMK für Moderne Kunst, Francoforte; Julia Stoschek Collection, Düsseldorf; Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Aïshti Foundation, Beirut, tra le altre.
EN Trisha Baga
TIME MACHINE 
Opening: Friday, October 7, 2022
October 8 – December 20, 2022
From Tuesday to Saturday, 11am - 6pm
Gió Marconi, Via Tadino 20, Milan



Gió Marconi is very pleased to announce TIME MACHINE, American artist’s Trisha Baga’s second solo exhibition at the gallery.

For this exhibition, Baga focuses primarily on her painting practice.

Best known for her immersive video installations, performances and ceramics, Baga has built a reputation for works that test the boundaries between the digital and the real worlds and that explore themes of pop culture, gender identity, politics and environmental issues while nevertheless enticing the viewer with their dreamy and utterly poetic atmosphere. Baga’s is a meandering approach to storytelling. Her videos are multi-layered, collage-like and exempt of a linear structure. Their overall style is reminiscent of online browsing as overt narratives tend to be mostly rejected and are instead being substituted by loose sequences of images.

Parallel to her video production, Baga has always had a particular interest in ceramics - the malleability of the material clay and the ceramic production itself. This interest derives from her involvement with the ceramics club, a loose formation of New York artists who regularly meet at the Greenwich House Pottery in the West Village. Her core pottery subjects include everyday functional objects such as computers, tea kettles, cameras, coffee mugs or picture frames. But she is equally intrigued by the most varied and inventive animal portraits, the highlight of the latter being punk-like, flame-headed, triangularly shaped poodle portraits.

As with most of Baga’s previous work groups, also her recent focus on painting originated from a collaboration. In 2020, Baga founded the painting club P-Lub with fellow artist Lu Zhang and the curator Herb Tam. Throughout the first year of the pandemic, the trio would create one collaborative painting per week and announce an episode of Virtual Studio Visit Loop, a series of conversations between Asian American workers in the cultural sector and artists who reflected on their working and living experiences during the pandemic. This collaboration prompted the artist to become more interested in the process of painting and to devote herself more thoroughly to this new medium.

On display at the gallery will be a new group of paintings in combination with a variety of ceramic clocks. The paintings are part of a new series in which Baga focuses primarily on computer desktop and screensaver images. Ever since the pandemic started and people have spent an exceeding amount of time in front of their computer screens, Baga has been intrigued by the colourful, oftentimes exotic, lush landscapes which function as screensavers and which oftentimes could not be farther away from the real world: pristine, snow-covered mountain ranges underneath sunny skies, wild rural landscapes or regal arctic icebergs bring an ideal and sublime world into the viewer’s home and onto their computer screens.
The first layer of Baga’s paintings consists of the depiction of this sublime nature which the artist then superimposes with yet another layer of reflections from the real world - be that the reflection of a cell phone screen or a cursor, of an apartment window, a houseplant or a clock: In one of the paintings, pristine icebergs in blue and red float underneath the various reflections of sturdy Costco ceiling lamps. These paintings highlight the juxtaposition of sublime nature and an ideal natural world on the one hand and mundane interiors and one’s own trivial real world on the other hand. In Baga’s new body of work, the analogue world interferes with the digital world and both spheres merge.


Trisha Baga (b. 1985, Venice, FL) is a New York City-based, Filipino-American artist. Her work has been the subject of solo exhibitions at Pirelli HangarBicocca, Milan (2020); Fridericianum, Kassel (2020); TPW, Toronto (2018); CCC, Carpenter Center for the Visual Arts, Harvard College, Cambridge (2017); Zabludowicz Collection, London (2014); Whitney Museum of American Art, New York (2012); Kunstverein München, Munich (2012).
She has participated in group exhibitions at ARoS Aarhus Art Museum, Aarhus (2022); Gesellschaft für Moderne Kunst am Museum Ludwig, Cologne (2021); Asian Film Archive, Singapore (2021); CAC Cincinnati (2021); Hamburger Bahnhof, Berlin (2020); Folkwang Museum, Essen (2016); Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco (2019); Kunsthalle Wien, Vienna (2019); LACMA, Los Angeles (2018); Whitney Museum of American Art, New York (2016); Centre d’Art Contemporain, Geneva (2016); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2015); European Biennial of Contemporary Art, Zurich (2016); Julia Stoschek Collection at ZKM, Karlsruhe (2014).
Her work is in the collections of the Whitney Museum of American Art, New York; Hessel Museum of Art, Annandale-on-Hudson, New York; Moderna Museet, Stockholm; Astrup Fearnley Museum, Oslo; Museum Ludwig, Cologne; Museum MMK für Moderne Kunst, Frankfurt; Julia Stoschek Collection, Düsseldorf; Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Aïshti Foundation, Beirut, among others.
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