installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

Promotion no. I

Promotion no. I, 2001
Oil on canvas
280 x 290 cm

Promotion no. II

Promotion no. II, 2001
Oil on canvas
280 x 290 cm

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

installation view: Mercato 1 - Mercato 2, Gio' Marconi, 2001

Unsafe Ground II  190 x 280 cm

Unsafe Ground II 190 x 280 cm, 2001
Oil on canvas
190 x 280 cm

FranzACKERMANN

Mercato 1 - Mercato 2

20.04. - 20.05.2001

Inaugurazione: 19 aprile 2001 ore 19.00
Dal 20 aprile al 20 maggio 2001
Dal martedì al sabato, 10-13; 15-19
Con il contributo del Goethe-Institut Mailand, Milano
Ufficio stampa: Cristina Pariset
Per ricevere informazioni ed immagini della mostra inviare richiesta a info@giomarconi.com

La Galleria Marconi inaugurerà giovedì 19 aprile la personale dell’artista tedesco Franz Ackermann dal titolo “Mercato 1 – Mercato 2”.

L’opera di Franz Ackermann si basa sulla visione-interpretazione degli agglomerati urbani, delle grandi metropoli e dei paesaggi avvenieristici. Viaggiatore, nomade, o meglio, cittadino del mondo. Ackermann trae dai suoi viaggi la fonte d’ispirazione per le sue opere. Il tema del viaggio, nel suo caso un “topos”, non è esplorato solo nel senso fisico-geografico, l’artista ne trae un ritratto della società moderna o post-moderna, assorbendone mentalmente le diverse realtà e culture, sottolineando le connessioni con la storia e le mitologie. di fronte ai suoi lavori si respira un’aria da terzo millennio, visioni di rivelazioni futuristiche si alternano a scene ottimistiche della metropoli odierna. I percorsi sono molteplici se non contrapposti: evasione o presa di coscienza? Rivisitazione paradisiaca, critica della jungla urbana, o parodia della città di oggi o di domani? L’attenzione è ancor più catturata dal fatto che la scelta di fruizione non è unica, il percorso non è obbligato, e l’idea generatrice non è scontata. Le opere presentate in occasione di questa mostra, sono una serie di grandi tele esposte negli spazi della galleria sui due piani, quasi l’ampia dimensione delle opere preluda alla esplosione del contenuto. Tema della mostra è il Mercato, esplorato in senso lato e inteso come luogo di interscambio e di incontro. Il “Mercato” rimanda ironicamente alla natura commerciale dello spazio che lo ospita. L’artista mette realmente a disposizione la sua opera, frutto di un’idea e di un pensiero, er generare sensazioni, dialogo, vendita. Il mercato si configura come all’aperto al pian terreno della galleria, contrapponendo la visione di un paesaggio ad una “pittura murale”; Ackermann crea così, come per effetto di osmosi, un filtro tra l’esterno e l’Interno della galleria; la struttura del mercato si complica al primo piano, dove l’artista ricrea un ambiente da museo del ‘900: un quadreria, dove lo sguardo non riesce a concentrarsi su una singola opera, ma spazia, vaga tra grandi tele, acquarelli, piccole opere su carta, schizzi da taccuino, raccontando il cammino del suo pensiero.
La mostra è stata realizzata con il contributo del Goethe Institut Mailand e di Avon Celli.

Franz Ackermann è nato a Neumark St. Veit nel 1963; vive e lavora a Berlino dal 1993. Trascorre un anno ad Honk Hong grazie alla prestigiosa borsa di studio DAAD. Nel corso del 2000 gli è stata dedicata una personale presso il Castello di Rivoli, Torino, a cura di Marcella Beccaria. Nel 2001 ha tenuto una personale alla Gavin Brown’s enterprise a New York, e parteciperà alle collettive. “Painting at the edge of the world” presso il Walker Art Center di Minneapolis; “Glee Painting Now” presso il Palm Beach Institute of Contemporary Art, Lake Worth. Nei prossimi due anni terrà mostre personali presso il Kunstmuseum Wolfsburg, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e la Kusthalle Basel di Basilea.