Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

Installation view: New Neighbours, Gió Marconi, 2019

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FranzACKERMANN

New Neighbours

21.11.2019 - 11.01.2020

Inaugurazione: giovedì 21 novembre dale 19 alle 21
22 novembre 2019 – 11 gennaio 2020
martedì – sabato; 11-19

 

Gió Marconi ha il piacere di annunciare New Neighbours, una nuova mostra dell'artista tedesco Franz Ackermann e la sua quarta con la galleria.

Franz Ackermann è una figura spicco tra i pittori tedeschi della sua generazione. Sin dagli esordi, i suoi lavori hanno posto l'accento sui cambiamenti socio-culturali in un'epoca di crescente informatizzazione tecnologica, globalizzazione e omologazione culturale.

Ackermann è un globetrotter. Il suo lavoro germoglia da piccoli schizzi, le sue cosiddette Mappe Mentali, che disegna come se fossero un diario, durante i suoi numerosi viaggi attorno al mondo. Attraverso questi disegni, Ackermann esperisce i luoghi, si appropria di essi attraverso il movimento del tratto, conservato sulla carta. Queste Mappe Mentali sono esse stesse delle interpretazioni estremamente suggestive di spazi e luoghi e di un particolare momento nel corso del tempo. Essi contengono già - su una scala più piccola e semplificata - le caratteristiche delle sue opere di maggiori dimensioni.

Per la mostra in galleria, Ackermann ha tratto ispirazione dalle mappe di Alighiero Boetti: arazzi in cui le diverse nazioni sono rappresentate dai colori delle rispettive bandiere, formando così delle raffigurazioni ideologiche del passare del tempo e dei cambiamenti geopolitici, e affermando al tempo stesso l'idea di un mondo unito.

Ackermann affronta il tema dell'affiliazione territoriale e l'idea di un mondo unito da una prospettiva leggermente diversa. Utilizzando le 194 bandiere di tutti i paesi del mondo, l'artista ha creato un tappeto bandiera gigante o, come a lui piace chiamarla, la bandiera del mondo. Ciascuna di queste bandiere è stata posizionata in maniera casuale, il significato politico sottointeso è che ogni stato conserva la propria identità nazionale, ma all'interno di una nuova configurazione geografica: l'Italia rimane l'Italia con tutto ciò che rappresenta, ma ora potrebbe essere il vicino del Sudafrica e del Brasile. Nell'era digitale, la possibilità di un mondo di nuova configurazione diventa una preoccupazione legittima, nel momento in cui il web rende insano il concetto di confine: il fatto che qualcuno dall'altra parte del mondo possa guardare la mostra New Neighbours on line un giorno dopo l'inaugurazione fa si che il concetto di mostra all'interno di uno spazio fisicamente definito diventi irrilevante. Questo fa si che anche l'idea di originalità perda di significato in quanto l'originale - il suo vero colore, la sua vera forma e l'aura - sono sempre più rimpiazzati da milioni di riproduzioni nel mondo digitale.

Oltre al flag carpet, diversi dipinti a olio così come una nuova serie di assemblage multi strato sono in mostra in galleria. Questi ultimi consistono di un fondo dipinto a olio, un lavoro fotografico nel mezzo, e, nella parte superiore, una stampa colorata con elementi architettonici dipinti e parti tagliate che consentono allo spettatore di immergersi nella profondità del lavoro. In questo nuovo corpo di opere, Ackermann combina i diversi media in maniera omogenea. Il passaggio intermedio della Mappa Mentale non è più necessario in quanto è stato sostituito da numerose fotografie ed elementi architettonici dipinti che vengono applicati direttamente sul lavoro reale.

Isola di Milano rappresenta la città di Milano come il ponte di una nave. Ritagli rotondi, come se fossimo nella cambusa di una barca, attirano lo sguardo dello spettatore verso le impressioni fotografiche della città, che l'artista ha scattato sul posto. Colorati dettagli architettonici, così come piccoli oggetti site-specific, tra cui la miniatura del Duomo di Milano completano l'omaggio pittorico alla città. In I am the Water, Ackermann si espande dal microcosmo milanese al macrocosmo universale. Qui utilizza fotografie di fiumi, laghi, oceani, che ha scattato in giro per il mondo. Condensando tutte le acque del mondo in un unico lavoro, l'interconnessione del pianeta diventa tangibile.

New Neighbours è un colorato "brave new world", in cui emergono costantemente persistenti problemi attuali come il divario sempre più ampio tra la sfera analogica e digitale, la migrazione umana globale e le complesse affiliazioni nazionali e sovranazionali in un mondo sempre più populista.

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Opening Thursday, November 21, 2019; 7pm- 9pm
November 22, 2019 – January 11, 2020
From Tuesday to Saturday, 11am-7pm


 

Gió Marconi is pleased to announce New Neighbours, a new exhibition by German artist Franz Ackermann and his fourth with the gallery.

Franz Ackermann is one of the leading German painters of his generation. Ever since the beginning, his works have reflected upon the socio-cultural changes in an age of an ever more accelerating information technology, an increasing globalization and the resultant cultural homogenization. 

Ackermann is a globetrotter. His work stems from little diary-like drawings, his so called Mental Maps, which he sketches during his numerous travels all over the world. By means of those, Ackermann experiences a place, appropriates it through movement and thus keeps hold of it on paper. These Mental Maps are in themselves very subjective interpretations of spaces and places and of a particular moment in time. On a small, distilled scale, they already contain all the information of his large works.

For the exhibition at the gallery, Ackermann was inspired by Alighiero Boetti’s map series. They are tapestry maps of the world on which each country is represented by the colours of its flag. Together they form an ideological portrait of the passing of time and of the geopolitical shifts while simultaneously postulating the idea of a united world.

Ackermann approaches the theme of territorial affiliation and the idea of a united world from a slightly different angle. Out of the 194 flags of all the countries in the world, he has patched up a gigantic flag carpet or, as he likes to call it, a world flag. Each of these flags has been randomly allocated, the underlying political implication being, that each state keeps its national state status but within a new geographical configuration: Italy remains Italy with everything it stands for but might now be the neighbour of South Africa and Brazil. In the digital age, the idea of a newly configured world becomes a legitimate concern as the world wide web renders the concept of borders inane: the fact that somebody at the other end of the world can look at the New Neighbours exhibition online a day after the opening makes the concept of an exhibition within a physically defined space somehow irrelevant. This involves also the idea of originality which loses its significance inasmuch as the original –its actual color, shape and aura- is increasingly being replaced by its gazillion reproductions in the digital world.

Besides the flag carpet, several oil paintings as well as a new series of multi-layered assemblages are on display at the gallery. The latter consist of an oil painting bottom, a photographic middle part and a colourful Alu-Dibond front with painted architectural elements and cut-out parts which allow the viewer to immerse into the depth of the work.

In this new body of work, Ackermann not only combines all different kinds of media, he also achieves their homogeneity. The intermediate step of the Mental Map is no longer necessary as it has been replaced by the numerous photographs and painted architectural features which are applied directly onto the actual work.

Isola di Milano depicts the city of Milan as a deck of a ship. Round, galley-like cut-outs draw the viewer’s gaze towards photographic impressions of the city that the artist has taken in situ. Colourfully painted architectural details as well as small site-specific objects such as a miniature Milanese Dome complete this painted homage to the city. In I am the Water, Ackermann expands from the Milanese microcosm into a universal macrocosm. Here he uses photos of rivers, lakes and oceans that he has taken all over the world. By condensing the world’s waters into one work, the interconnectedness of the planet becomes tangible.

Franz Ackermann’s New Neighbours is a colourful, brave, new, reshuffled world, in which exigent current problems such as the ever widening gap between the analogue and the digital sphere, global human migration and complex national and supranational affiliations in an increasingly populist world, are persistently subsurface.